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Valle San Giovanni

Frazione of Teramo in Abruzzo Italy

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S. Giovanni Pergulis I
S. Giovanni Pergulis II
S. Giovanni Pergulis III
Abandoned Frunti
Brigands
Archeological
Milestone Marker
Local Mills
Penns Grove Italians
Penns Grove-VSG Ties

Abandoned Village of Frunti

Lying at the end of a dirt path that branches off the road leading from Valle San Giovanni to Cunetta, is the abandoned village of Frunti. The distance from Valle San Giovanni to Frunti is only a few kilometers. Because the area is overgrown with weeds and bushes it is now impossible to locate Frunti from afar although in years past its outline was visible from several nearby hilltops. Although the initial portion is now somewhat uneven, there is a very convenient unpaved road that allows one to reach Frunti with relative ease. The road follows a mountain ridge overlooking the Tordino River plain. In the past Frunti played a very important role in the lives of the people of Teramo and surrounding areas. In medieval times what later became known as Frunti was known as "de frunto," a feudal holding holding of Benedictine monks who had built the nearby abbey dedicated to Saint John. To this day some remnants of the abbey (San Giovanni in Pergulis) lie to the east of Frunti. At the time, this abbey served as an important religious, agricultural and cultural center for the people residing in the area. In 1300 Roberto I of Frunti signed a contract annexing the area to the city of Teramo, this document sanctioning collaborative projects between the two areas. It would seem the mayor was seeking to expand the city limits of Teramo while Roberto I was attempting to bring additional privileges and visibility to Frunti. In the mid 1400's Frunti was annexed to the county of Montorio al Vomano and in 1700 to Valle San Giovanni. Today all that is left of the tiny village of Frunti is one renovated building and the ruins of three smaller dwellings that are most likely completely beyond repair. These structures, constructed of sandstone and rocks likely transported from the river below, have been laid out in a rather haphazard manner. The area, only a short distance from Teramo, is highly recommended for its beautiful panoramic views, peaceful atmosphere, natural beauty and refreshing air.

A pochi chilometri dal centro abitato di Valle San Giovanni, sulla strada per Cunetta, c'è una sterrata che conduce al paese abbandonato di Frunti. Una volta il piccolissimo borgo era visibile dai diversi colli limitrofi, ora è nascosto da una fitta coltre di erba e verde che hanno riconquistato il proprio spazio. Ci si arriva da una comodissima sterrata, ora dissestata nel primo tratto, percorrendo il crinale del colle che sovrasta l'alveo fluviale del Tordino. Borgo importantissimo per lo sviluppo sociale del territorio teramano, nel medioevo era il feudo dei "de frunto" e dei frati benedettini, custodi dell'abbazia di San Giovanni in Pergulis (si notano i resti del campanile sul colle ad est), importante centro di sviluppo religioso, agricolo e culturale. Nel 1300 fu annesso allla città di Teramo con contratto tra il sindacus dell'interamnia e Roberto I di frunti. Il contratto sanciva una collaborazione tra i due, il sindacus voleva espandere la città di Teramo, Roberto I voleva invece dare nuovi privilegi e visibilità al borgo. A metà del 1400 Frunti viene annessa alla contea di Montorio al Vomano e nel 1700 a Valle San Giovanni. Il borgo è costituito da un edificio ristrutturato e tre edifici ormai irrimediabilmente compromessi e decadenti. Si sviluppa ai bordi della stradina principale senza una logica precisa, ed edificato in pietra mista arenaria e di fiume. Consiglio di fare una semplice passeggiata in questo posto per il panorama che offre e per la pace che si respira a pochi chilometri da Teramo. (Photo & information courtesy of ARD Photo)

 

Frunti is also known as the place where Luisa Taraschi lived for five years.

Luisa's Story (English)  (Italian)La Storia di Luisa

 
 
 

 

 

 

 

 Courtesy of Il Cittadino (9) Feb 2013
 

Tra Varano e Valle S. Giovanni nel comune di Teramo, in un promontorio naturale costituito da roccia calcarea denominata Cerrogna, sopravvivono le case dirute del Castello di Frunti. Dalla toponomastica longobarda presente nel territorio come Fonte Trocco, Fonte Guardata, Colle S. Angelo, e chiesa di S. Angelo proprio presso il castello di Frunti si evince che il castello è molto antico e in assenza di documenti altomedievali la ricerca deve essere affidata sui resti archeologici che il sito ancora conserva. Attualmente il sito si presenta come un villaggio abbandonato con le poche case ancora rimaste che versano in uno stato fatiscente.  Da un punto di vista orografico il sito ha tutte le caratteristiche idonee per un castello; infatti, l’acclività dei versanti e il fossato realizzato a monte lo rendono praticamente imprendibile, girando intorno alle case si rinvengono tratti di mura di cinta e ceramica medievale e un vassoio di sicura fattura longobarda. 

 

I documenti iniziano nel 1287 quando Roberto I de Fronto possedeva metà del castello e nell’archivio comunale si conserva un documento importante stipulato il 15 gennaio ove Roberto di Serra, in rappresentanza dell’università di Frunti, consentiva agli abitanti del Castello di abitare a Teramo partecipando a quel processo di ripopolamento iniziato a seguito della distruzione di Teramo da parte del normanno Roberto di Loretello nel 1155. Nel 1310 Riccardo di Frunti era compatrono della chiesa di S. Maria di Poggio Cono. Nel 1328 Rinaldo di Frunti era compatrono della chiesa di S. Flaviano di Vena in Ioanella. Nel 1334 Berardo di Frunti ottenne il regio consenso a vendere metà del castello di Frondarola e nel 1338 acquistò il castello di Verruti. Dal 1338 fino al 1457 al castello di Frunti apparteneva anche il monastero di S. Giovanni in Pergulis posto nella valle sottostante.

 

Nel 1349 Edoardo di Frunti firmava l’infeudazione a Savino di Tommaso della villa Scorzone di alcuni beni siti presso Frondarola e nel 1353 era compatrono della chiesa di S. Giovanni di Poggio Cono. Nel 1360 in Caselle, un feudo di Frunti, esisteva la chiesa di S. Giorgio. Nel 1457 Frunti fu annesso alla contea di Montorio al tempo di Pietro Lalle Camponeschi. Presso Frunti esisteva la chiesa di S. Angelo. Quando si parla di castello altomedievale, non bisogna immaginare un’opera in muratura costituita da mura di cinta, dal mastio interno e da torri angolari con merli tipici del pieno medioevo, ma di un borgo abitato ove la difesa era affidata all’imprendibilità naturale del sito, alla compattezza delle case con poche aperture sulle pareti esterne e ad opere di difesa realizzate prevalentemente in legno in cui i Longobardi erano maestri.